Succede più spesso di quanto si pensi: al Catasto e in Conservatoria un immobile risulta ancora intestato a una persona morta da anni, perché la successione non è mai stata presentata o trascritta. Finché mancano i dati di quella persona non si trovano gli eredi, e l’immobile resta bloccato: niente vendita, niente lavori importanti, niente pratiche.

Un caso reale

Un immobile a Milano risultava ancora intestato a una persona nata più di cento anni fa. Nessuno sapeva se e quando fosse morta. Dalle formalità in Conservatoria ho ricostruito la famiglia e il comune di nascita; con una richiesta mirata all’ufficio di stato civile di quel comune ho ottenuto l’atto di nascita originale. Nell’annotazione a margine c’era la data di morte: in pochi giorni la ricerca degli eredi si è sbloccata.

Da dove partire

1. Catasto e Conservatoria. La visura catastale dice a chi è intestato l’immobile; l’ispezione in Conservatoria mostra gli atti che lo riguardano: compravendite, successioni, familiari, luoghi di nascita. Spesso è qui che compaiono i primi indizi.

2. L’atto di nascita. Si chiede all’ufficio di stato civile del comune di nascita. Le annotazioni a margine riportano di solito matrimonio e morte: con un solo documento si possono ottenere entrambe le date.

3. L’atto di morte. Al comune in cui è avvenuto il decesso. Riporta l’ultima residenza e lo stato civile, utili per risalire ai familiari.

4. Successione e testamento. Si verifica se è stata presentata una dichiarazione di successione e se esiste un testamento. Da qui si arriva agli eredi.

Il consiglio pratico

Gli uffici rispondono più in fretta a una richiesta precisa: tutti i dati già noti, gli anni di riferimento e il motivo concreto della richiesta, che il comune può chiedere prima di rilasciare gli atti. Una richiesta vaga finisce in fondo alla pila. Scopri le pratiche tecniche che seguo →