Un condominio in Piazza Risorgimento, a Milano. Al piano interrato, scala B, pareti e plafone si macchiano di umidità. La segnalazione arriva via mail dall’amministrazione, e il 10 settembre faccio il sopralluogo insieme all’amministratore e ai consiglieri, per vedere il danno e concordare l’intervento.

Macchie di infiltrazione sul pilastro del piano interrato
Prima: le tracce dell’acqua lungo il pilastro.

Trovare la causa: aprire il cassonetto

Le macchie erano vicine ai cassonetti che nascondono le tubazioni. Ritinteggiare sopra non sarebbe servito a niente: l’acqua sarebbe tornata. Abbiamo demolito i cassonetti, ispezionato le tubazioni al loro interno e trovato il colpevole: un tratto di pluviale forato.

Il tratto di pluviale forato rimosso
La causa: il tratto di pluviale forato, appena rimosso.

La riparazione

I tratti in perdita sono stati tagliati e sostituiti con tubazione nuova in PVC. Poi abbiamo ricostruito i cassonetti, rasato le superfici e ripristinato pareti e plafone con antimacchia e tinteggiatura. In tutto, quattro giornate di lavoro.

Il nuovo tratto di tubazione in PVC nel cassonetto
Il nuovo tratto in PVC, prima della ricostruzione del cassonetto.
Pareti e plafone ripristinati al piano interrato
Dopo: pareti e plafone ripristinati.

Cosa ha ricevuto l’amministratore

A lavoro finito l’amministratore ha ricevuto un unico rapporto d’intervento firmato: causa accertata e natura del guasto, cronologia, foto prima, durante e dopo, metodo seguito e costi voce per voce. Un documento pronto per l’assemblea e, se serve, per l’assicurazione. Guarda un esempio del rapporto →

Il consiglio per chi amministra

Quando un’infiltrazione compare vicino a pluviali o cassonetti, la tentazione è ritinteggiare e aspettare. Ma se la causa è una tubazione forata, la macchia torna, e intanto l’acqua continua a rovinare muratura e intonaco. Prima si trova la causa, poi si ripara il danno: è l’ordine giusto anche per i costi.